“Il Figlio dell’uomo manderà i Suoi angeli e raccoglierà i Suoi eletti dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo”
(Marco 13:27)

Una delle promesse più care ai cristiani del primo secolo era quella pronunciata più volte da Gesù riguardo la Sua seconda venuta sulla terra. Il ritorno di Gesù era motivo quotidiano di consolazione e di speranza. Poi l’attesa di Cristo ha cominciato ad affievolirsi: Pietro, nella sua Seconda Lettera, ci parla della stanchezza e anche della delusione di una parte dei cristiani del suo tempo. Stanchezza e delusione che si sono amplificate con lo scorrere dei secoli, finché non si è smesso del tutto di parlare del ritorno di Cristo e di attesa. È interessante osservare che proprio la riscoperta di questa straordinaria promessa è stata una delle cause dei tanti movimenti di risveglio; infatti, la certezza di incontrare Cristo, provoca una tensione spirituale i cui benefici si ripercuotono su ogni aspetto della vita. E se oggi, in seno alle chiese e al cristianesimo, non vediamo questi benefici e vediamo quasi spenta questa tensione spirituale, non è forse perché abbiamo gettato questa promessa nel “dimenticatoio”? Conosci il libretto “Gesù Cristo tornerà”?
p.m.

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