“Se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a Lui”
(Romani 8:9)

In questa lettera l’apostolo Paolo sta spiegando ai Romani che “la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace” (Romani 8:6). Per essere discepoli di Cristo e appartenere a Lui, quindi, è necessario passare per la “nuova nascita” che avviene per effetto dello Spirito di Dio, come spiegato da Gesù stesso a Nicodemo al capitolo terzo del Vangelo di Giovanni. L’uomo naturale infatti nasce morto nei peccati, ma il suo spirito viene rigenerato ricevendo lo Spirito Santo. Per questo motivo la Pentecoste, cioè la discesa dello Spirito Santo sulla terra è, dopo la morte e la risurrezione di Gesù, l’evento più importante narrato nel libro degli Atti. Gesù aveva promesso ai Suoi discepoli che dopo la Sua partenza avrebbe mandato il Consolatore, affinché ci insegnasse ogni cosa. Egli avrebbe convinto gli uomini di peccato e di giudizio e producendo nella nostra vita il frutto dello Spirito descritto nell’Epistola ai Galati: “amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo” (5:22).
c.g.

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