“Hai abbandonato la Rocca che ti diede la vita e hai dimenticato Dio che ti mise al mondo”
(Deuteronomio 32:18)

Mosè paragona Dio ad un padre che dà la vita. L’esperienza di vita ci insegna che a volte la prosperità è una tentazione più pericolosa dell’avversità. Israele attraversava un momento di prosperità, viveva tempi di abbondanza e tranquillità (“si è fatto grasso…”) e si era dimenticato di Dio, “la sua Rocca di salvezza” (v. 15). Questa colpevole dimenticanza porta il popolo a non avere più alcuna somiglianza con Dio che è giusto e retto in tutte le Sue vie. Mosè compose questo cantico che avrebbe dovuto essere cantato dal popolo, ma ancora di più doveva essere conservato nel cuore, perché la loro esistenza, prosperità e longevità dipendevano dalla loro obbedienza ai comandamenti di Dio. Allora, io che scrivo e tu che leggi prendiamo in seria considerazione ciò che Dio ci ha annunciato.
s.b.

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