“Il Signore conosce i pensieri dei sapienti; sa che sono vani”
(1 Corinzi 3:20)

Dio attribuisce scarso valore alla sapienza umana perché essa si dimostra sempre inaffidabile e incerta e porta gli uomini all’autoesaltazione. Dio, infatti, non ha permesso alla sapienza umana di conoscerLo ma si è rivelato alle persone comuni, ai semplici; a loro ha permesso di conoscerLo e per loro ha dischiuso le verità eterne del Suo regno celeste. Dio ha scelto di salvare gli uomini mediante la predicazione di un messaggio talmente semplice che “i sapienti del mondo” lo hanno scambiato per “pazzia”: per ottenere la salvezza, gli uomini devono soltanto riporre la propria fede in Gesù Cristo come Salvatore e Signore. La salvezza si ottiene in virtù della sapienza di Dio e non in funzione delle proprie capacità. Ciò non significa che non bisogna ricercare la conoscenza, ma che Dio, nella Sua sapienza, ha stabilito che gli uomini non possano giungere a conoscerLo mediante la ragione: nessun peccatore salvato può vantarsi di aver ottenuto la salvezza per mezzo della propria intelligenza.
g.f.r.

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