“Poiché Egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati”
(Ebrei 2:18)

Nella stessa lettera agli Ebrei è anche scritto: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché Egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato” (4:15) e anche: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (v. 16). Gesù comprende le nostre tentazioni! In quanto uomo, anch’Egli è stato tentato, perciò “simpatizza” con noi. Mi piace molto questo verbo. L’originale greco ha anche altri significati. Significa, per esempio, “provare compassione”, “soffrire con chi soffre”, “vibrare all’unisono”. Gesù “soffre” con noi quando soffriamo perché siamo tentati. “Prova compassione” per noi e non ci giudica quando siamo tentati. “Vibra all’unisono” con noi, perché prova le stesse sensazioni. Ma Lui non ha ceduto alla tentazione, non ha peccato. E quindi (e questa è la bella notizia!) può aiutarci, può venire in nostro soccorso, se Glielo chiediamo. La tentazione si può vincere con la forza che Cristo ci dà.
a.r.m.

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