“Perché hai fatto ciò che è male agli occhi dell’Eterno?”
(1 Samuele 15:19)

Che brutta storia quella di Saul! Fu un re dalle grandi imprese, ma che ebbe un fallimento totale! Aveva avuto degli inizi promettenti, perché Dio lo aveva designato a essere il primo re d’Israele. Ma a un certo punto della sua vita prese la direzione sbagliata: invece di confessare il proprio peccato e pentirsi, continuò a cercare giustificazioni e a disobbedire a Dio, allontanandosi dal piano che Dio aveva pensato per lui. E questo fu la causa del suo triste epilogo: il profeta Samuele gli comunicò il rifiuto da parte di quello stesso Dio che lo aveva scelto re! E senza lo Spirito del Signore cominciò la sua decadenza morale e psicologica. Quando abbiamo peccato e ci sentiamo oppressi dal senso di colpa, non nascondiamoci davanti a Dio, ma ammettiamo apertamente il nostro peccato, chiedendo perdono; apriamo il nostro cuore davanti a Lui, confessandoGli tutte le nostre colpe. La sensazione che si prova dopo aver chiesto perdono a Dio è di grande e vera liberazione, e il peso che grava sulla nostra coscienza viene totalmente cancellato. Solo se andremo a Dio con un pentimento sincero, Dio ci perdonerà e ci ristabilirà.
g.f.r.

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